MOTOGP, TERZA TAPPA AD AUSTIN NEL REGNO DI MARC MARQUEZ

Si corre questo fine settimana il Red Bull Grand Prix of the Americas, terzo appuntamento della stagione che conclude il trittico delle gare extraeuropee. Un tracciato che pare disegnato apposta per esaltare le caratteristiche della Honda ed è da sempre regno incontrastato di Marc Marquez. Il quale per la verità pare avere una straordinaria intesa non solo con Austin ma con gli Stati Uniti in generale, visto che negli Usa ha sempre vinto su qualsiasi tracciato ed in qualunque categoria.

Difficile non darlo assoluto favorito anche se la scorsa gara argentina di Termas De Rio Hondo ha dimostrato come sia meglio non dare nulla per sontato. Proprio alla luce di quanto successo in argentina, è prevedibile ed oseremmo dire auspicabile una qualche iniziativa da parte dell’organizzatore sia per catechizzare Marquez e Rossi onde evitare la ripresa di una guerra di cui davvero non si sente la mancanza, sia per chiarire meglio quanto successo in materia di decisioni della direzione gara. Le spiegazioni fornite finora hanno tutt’altro che convinto e si spera allo scopo nella presenza di Vito Ippolito, presidente della Federazione Motociclistica Internazionle. Una federazione che finora ha brillato per la sua assenza ed il cui ruolo appare purtroppo sempre più inconsistente.

HONDA AL TOP, DUCATI ANCORA IN DIFESA, YAMAHA DA RIVEDERE

E’ancora presto per trarre indicazioni e del resto la gara argentina è stata talmente caoutica ed atipica da risultare di poca utiità per ipotizzare gli scenari futuri. La sola vera certezza è la grande competitività della Honda, e non del solo Marquez come spesso accadeva in passato. Quanto era emerso dai test precampionato ha trovatp puntuale conferma in gara Tutti e tre i piloti ufficiali, perchè di fatto anche Crutchlow ormai lo è, vanno forte e mostrano grande confidenza con la moto. L’inglese poi che lo scorso anno era costretto a viaggiare al limite incorrendo spesso in errori clamorosi, in Argentina è stato in grado di controllare la gara da consumato stratega senza commettere la minima sbavatura.. Pedrosa, incappato nella rovinosa caduta al primo giro, ad Austin sarà presente pur se non ancora al meglio fisicamente ed anche da lui attendiamo conferme.

Per la Ducati lo zero rimediato da Marquez a Termas è stato un colpo di fortuna insperato. Una gara sulla carta persa in partenza ha invece addirittura consentito a Dovizioso di incrementare il vantaggio in classifica, e di presentarsi alla delicata trasferta di Austin con meno pressione addosso. Il ritorno in Europa chiarirà poi quanto Ducati possa essere anche quest’anno una candidata credibile al titolo mondiale.

Situazione tutta da decifrare in casa Yamaha, il podio di Rossi in Qatar e la prestazione dei due piloti in Argentina non sono forse state le prestazioni che ci si aspettava, ma è da notare come condizioni di grip precario come quelle di Termas portavano lo scorso anno le due M1 ufficiali ad accumulare distacchi da clessidra all’arrivo, e da questo punto di vista qualche segnale incoraggiante indubbiamente c’è stato. Continuano poi a lasciare perplessi le prestazoni di Johann Zarco, che con la M1 del Tech 3 continua a volare, Ma è indubbio che almeno su certe piste la sua guida rotonda, per certi versi ancora quasi fa Moto2, si riveli vincente, almeno con la Yamaha e soprattutto con queste gomme.

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